venerdì 4 agosto 2017

Recensione: La sottile armonia degli opposti - Nicola Bolaffi.

Aloha! Sono appena tornata dalle vacanze, ma questo è un post che avevo programmato prima di andare via, su un romanzo che non è piaciuto né a me, né alle altre blogger con cui l'ho letto.
Ma chissà che a voi non possa invece piacere! Nel frattempo vi spiego perché no, questo romanzo non fa per me!

TITOLO: La sottile armonia degli opposti
AUTORE: Nicola Bolaffi
COLLANA: Garzanti Libri
PREZZO (CARTACEO): 16,90€
PREZZO (EBOOK): 9,99€
TRAMA: Otto, calzoncini corti e scapole magre sotto la maglia a righe, adora le favole. Quelle che gli racconta suo padre quando lo accompagna a scuola. Perché con il potere della fantasia tutto è possibile, anche far felice sua madre che passa le giornate a letto, al buio, senza parlare con nessuno. Greta è una bambina bellissima, per tutti è come una principessa. Ma lei vorrebbe solo un padre che la prenda in braccio, che venga a vedere le sue recite. Perché un padre non l'ha mai avuto. Otto e Greta non possono che diventare due adolescenti pieni di domande senza risposta. I loro destini corrono su binari paralleli fino al momento in cui, in un istante che sembra infinito, si incontrano. Solo un istante, che però lascia il segno. Ma per cambiare ci vuole coraggio. Il coraggio di credere che, come nelle favole, anche nella realtà l'impossibile accade e due metà possono fondersi in un tutto.



Avevo accettato di leggere La sottile armonia degli opposti di Nicola Bolaffi senza nemmeno pensarci troppo. Dopotutto, non sembrava poi cosi bella copertina, una trama che, seppur non il massimo dell'originalità, prometteva una lettura interessante, dei personaggi che con me condividevano le passioni per l'arte e il tennis. Tuttavia non bastano da soli questi elementi per garantire una bella lettura: purtroppo le scelte narrative dell'autore hanno rovinato questa ottima base di partenza restituendo un romanzo che non esprime nemmeno un decimo di ciò che avrebbe potuto essere.
Iniziamo dalla storia: ragazzo tormentato incontra ragazza problematica. Riassunto in  una riga, cinque parole. Peccato che Bolaffi la tiri troppo per le lunghe: aspettavo il momento in cui Otto e Greta si sarebbero incontrati, e invece ho dovuto sorbirmi le elementari, le medie, le superiori, e nel mezzo tante esperienze di poco conto, interessanti in piccole dosi, noiose quando prendono il sopravvento sulla trama principale. Per non parlare delle storielle nel mezzo... Già, ci ho messo svariati capitoli a capire chi fossero Babette, Capote, Romeo e tutti gli altri, ma a fine lettura avevo già compreso che li avrei odiati tutti, dal primo all'ultimo. Si perché la principale caratteristica del romanzo è una sorta di racconto o fiaba o delirio, non saprei come definirlo, che conclude ogni capitolo, il quale presenta personaggi e situazioni paradossali che ricorrono anche nella storia ma che, a mio avviso, sono stati troppo approfonditi a scapito di quelle che sono le vicende dei protagonisti.
All'inizio, infatti, le vicende di oggetti umanizzati, lettere e numeri parevano interessanti, ma col passare dei capitoli le situazioni hanno raggiunto il limite del paradossale, e si sono dilatate al punto da sperare che le loro avventure si concludessero il prima possibile.
Anche i personaggi mi hanno deluso. Otto e Greta sono i classici adolescenti problematici, lui, il cui vero nome è Riccardo (che ho sempre preferito al suo nomignolo) cresciuto in una ricca famiglia con una madre depressa, e lei, nata in periferia da una donna sola che, per mantenere la famiglia, è costretta a trascurarla.
Otto è un ragazzo delicato e sensibile, con una grande immaginazione, quello che ho sentito più vivo, molto probabilmente perché in lui l'autore ha concentrato le sue passioni per il tennis e l'arte, e  si vede, dato che il personaggio è forse il più realistico del romanzo, ma Greta... La ragazza è un concentrato di stereotipi. Non ho avvertito il suo disagio, i suoi problemi, non mi sembrava di leggere di una persona ma di una sagoma di carta. Cosa fanno le ragazze ribelli? Fumano, si drogano e fanno sesso? Allora Greta fuma, si droga e fa sesso. Fine del discorso. Avrei preferito sicuramente una maggior cura nella caratterizzazione e anche nelle dinamiche dei personaggi, in quanto alla fine il risultato rimane piuttosto superficiale. Sono alla fine la ragazza ha uno sviluppo, ma non l'ho trovato ben descritto, o comunque verosimile.
Lo stile, inoltre, non rimedia ai difetti della storia: ho trovato la scrittura dell'autore pesante e confusionaria, al punto da dare il colpo di grazia a una trama che arrancava già a fatica. Si tratta infatti di quei tipi di scrittura che vorrebbero risultare lirici ed evocativi e finiscono per essere il contrario: artificiosi e, sostanzialmente, noiosi.
Persino il finale, che ho trovato un po' troppo aperto per un romanzo che non credo richieda un seguito, non mi ha convinto.
Quindi? Purtroppo io e La sottile armonia degli opposti non siamo andati per niente d'accordo, al punto che la mia valutazione non può superare le due stelline.

Ovviamente quello che penso è frutto di un'opinione personale, e non esclude il fatto che questo romanzo faccia proprio per voi!


  

1 commento:

  1. Oh ... E' nella mia lista di libri da leggere perché ho sentito pareri discordanti e, inutile dirlo, voglio provare a farmi una MIA opinione. Ti dirò :)

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